La canna da zucchero è largamente coltivata in Brasile, India, Cina, Thailandia e altre regioni sub tropicali per produrre zucchero o etanolo. Il processo di trasformazione, che prevede la sola estrazione del succo della pianta, lascia uno scarto pari a 140 kg per ogni tonnellata.
Ma per fortuna questo sottoprodotto – che prende il nome di bagasse o polpa di cellulosa da canna da zucchero – può essere impiegato con successo per produrre bio carburanti o carta e cartone sfruttando al massimo l’end of waste.
Quando impiegata per produrre stoviglie monouso, la polpa di cellulosa dà il suo meglio poiché basta una quantità minima di additivi e la pressatura a caldo per ottenere piatti e altri contenitori che saranno resistenti a umidità, grassi e calore. E c’è di più. Grazie alla materia prima naturale, gli articoli in polpa di cellulosa sono compostabili, e da scarto diventano facilmente compost che tornerà a fertilizzare i terreni.
Se vogliamo spingerci un po’ oltre possiamo considerare la polpa di cellulosa da canna da zucchero ancor più virtuosa confronto ad altri tipi di cellulosa, non solo perché proviene da uno scarto, ma anche perché è estratta da una pianta che in circa un anno raggiunge la sua piena maturità, molto più velocemente che di un albero.



